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Sighetu Marmației
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mwegSighetu Marmației, chiamata anche mwewSighet (Isola) (mwfain ungherese mwfqMáramarossziget ; mwfwin tedesco mwgaMarmaroschsiget; mwgqin yiddish סיגעט‎?, Siget; mwggin ucraino Сигіт Мармароськийmwgw? oppure Снгет; mwhain slovacco mwhqSyhoty) è un municipio della mwhgRomania di mwhw41 640 abitanti, ubicato nel mwiadistretto di Maramureș, nella regione storica del mwiqMaramureș.

Fanno parte dell'area amministrativa anche le località di Iapa, Lazu Baciului, Șugău, Valea Cufundoasă e Valea Hotarului.

Prima dell'mwjaOlocausto, Sighetu Marmației aveva una nutrita e antica comunità ebraica. In mwjqyiddish il nome della città è סיגעט mwjgSiget, come appare nella prima edizione originale de mwjwLa Notte di mwkaElie Wiesel (in yiddish «און די וועלט האט געשוויגן» "E il mondo rimase in silenzio") dove è lui stesso a descriverla come sua città natale, dove iniziano le sue memorie.

Contents

Storia

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Geografia fisica

La città è situata alla confluenza dei fiumi mwlaIza e mwlqTibisco ed è uno dei centri culturali ed economici del Maramureș storico; fino al periodo tra le due guerre mondiali fu il capoluogo del distretto.

Sull'altra sponda del Tibisco è situata la città ucraina di mwlwSolotvyno. Le due città erano collegate da un ponte, che nel mwma1944 fu fatto saltare in aria. Il ponte è stato ricostruito a partire dal mwmq2002, ma solo a partire dal 15 gennaio mwmg2007 è stato aperto il valico di frontiera tra mwmwRomania e mwnaUcraina alla presenza delle personalità politiche.

Società

Evoluzione demografica

La popolazione della città è composta per quasi l'80% da romeni, per poco più del 15% da ungheresi, per circa l'1% da mwoaRom, mentre circa il 3% è costituito da ucraini e mwoqruteni. La comunità ebraica, molto numerosa fino al mwog1940, la più alta in percentuale dell'intera Romania, è stata duramente colpita dall'mwowOlocausto ed è oggi ridotta a non più di 100 persone.

Storia

La zona risulta essere stata abitata fin dal periodo della mwpwCultura di Hallstatt, essendo ubicata in un punto di passaggio obbligato sulla via della valle del Tibisco.

Un insediamento nella zona viene citato per la prima volta in un documento dell'mwqqXI secolo, mentre la città vera e propria viene documentata nel mwqg1326. Altri documenti indicano che nel mwqw1352 Sight era una libera città reale facente parte del mwraRegno d'Ungheria ed era capitale del mwrqcomitato di Máramaros.

A partire dal mwrw1556 la città fu una residenza dei Principi di Transilvania e, dal mwsa1570 al mwsq1733 fece parte a tutti gli effetti del Principato di Transilvania; nel 1733, mwsgCarlo VI d'Asburgo riportò la città e il Máramaros nei suoi domini ungheresi.

Alla fine della mwtaprima guerra mondiale, dopo gli scontri fra l'esercito romeno e l'esercito popolare della mwtqRepubblica huzula che condussero all'occupazione romena di buona parte della mwtgRutenia subcarpatica, la parte meridionale del mwtwcomitato di Máramaros divenne parte del mwuaRegno di Romania, per ritornare sotto l'amministrazione ungherese durante la mwuqseconda guerra mondiale in esecuzione del mwugSecondo arbitrato di Vienna. Nel 1944 la Germania nazista ha occupato mwuwUngheria e ha instaurato un mwvagoverno fantoccio. In questo periodo, oltre mwvq20 000 ebrei furono avviati ai campi di concentramento, tra cui lo scrittore e mwvgPremio Nobel per la pace mwvwElie Wiesel.

La città ritornò a far parte della Romania alla fine della mwwqseconda guerra mondiale, in attuazione dei mwwgTrattati di Parigi.

Il penitenziario di Sighet

A Sighetu Marmației si trovava un penitenziario sotto il controllo della mwxqSecuritate, la polizia politica del regime comunista: qui, negli mwxganni Cinquanta e mwxwSessanta, vennero rinchiusi molti degli avversari politici del regime, accusati di essere mwyanemici di classe.

Il penitenziario era stato costruito nel 1897, quando la città era ancora sotto il dominio Austro-Ungarico, ed era stato pensato per accogliere al proprio interno i criminali comuni. Nel 1945, molti prigionieri di guerra rumeni che vennero poi mandati nei gulag sovietici transitarono dal penitenziario di Sighet.

È dunque solo dal 1948 che il penitenziario, per volontà del nuovo Governo Comunista, divenne una struttura riservata ai detenuti politici.

Nella notte del 5 maggio 1950 circa un centinaio tra politici e dignitari rumeni furono arrestati e condotti al penitenziario di Sighet. Molti di loro vennero condannati a molti anni di prigione per "mwzaattività antisocialiste", mentre molti altri furono rinchiusi senza nemmeno sostenere un regolare processo. La maggior parte degli arrestati aveva oltre 60 anni. I più importanti di questi prigionieri furono l'ex Primo Ministro mwzqIuliu Maniu, l'ex Ministro degli Esteri mwzgMihail Manoilescu, che vi morì nel mwzw1953 e il vescovo di mwaaIași mwaqAnton Durcovici, che vi morì il 10 dicembre 1951.

Oggi il penitenziario è un museo ed un mwawMemoriale delle Vittime del Comunismo e della Resistenza.

Economia

La città ha subito una pesante recessione nel periodo immediatamente successivo alla rivoluzione del mwbg1989, ma negli ultimi anni si è registrata una buona ripresa, sia sul piano della produzione industriale, con l'insediamento di aziende nel settore tessile e altre impegnate nella lavorazione del legno, nella produzione di mobili, salotti e materassi; sia dal punto di vista commerciale e delle attività di servizi in genere.

La recente crisi mondiale ha stabilizzato queste diverse attività senza produrre sviluppi: un'ulteriore spinta dell'attività commerciale è venuta dall'apertura del posto di confine con l'mwcaUcraina, che ha determinato un naturale incremento dei traffici commerciali con questo paese.

Ulteriori sviluppi sono previsti in futuro dall'insediamento di industrie energetiche, che la municipalità ha previsto di realizzare sul proprio territorio avviando una produzione allineata a biotecnologie in grado di produrre Bio Etanolo derivante dal trattamento enzimatico di materiali organici e cellulosici ed una produzione di gas sintetici e di biogas, destinati alla produzione di energia elettrica: il tutto ad impatto zero, nel pieno rispetto dunque del mwcgProtocollo di Kyoto.

La Municipalità di Sigheto Marmatiei ha anche avviato lo studio per la realizzazione sia di un centro ospedaliero modello, dotato di 600 posti letto in grado di risolvere i problemi di tutta la comunità che, con la ristrutturazione di parte del vecchio ospedale, potrà anche ospitare una scuola infermieristica ed un centro di assistenza per anziani: tutte queste opere dovrebbero assicurare un certo sviluppo a tutta la regione.

Obiettivi turistici

• Chiesa calvinista
• Museo e Memoriale delle Vittime del Comunismo realizzato all'interno delle prigioni di carcere duro utilizzate per l'eliminazione sistematica degli avversari politici del vecchio regime
• Il mwfqcimitero dell'mwfgArmata Rossa, ubicato in una zona quasi centrale, che raccoglie le spoglie di alcune centinaia di militari mwfwSovietici morti nella zona durante la mwgaseconda guerra mondiale (abbandonato)
• Il memoriale degli mwggebrei, nell'immediata periferia, che ricorda le vittime delle deportazioni mwgwnaziste, iniziate qui, come ricorda mwhaElie Wiesel nel suo libro mwhqLa notte
• Il Museo Etnografico del Maramureș, situato nel centro storico
• Il Museo della Cultura Ebraica, con un'esposizione di cimeli di Elie Wiesel

Negli immediati dintorni della città si trova il Museo dei Villaggi del Maramureș, una struttura a cielo aperto che ospita la ricostruzione di un villaggio contadino, con case arredate come le abitazioni rurali dei secoli scorsi e raccolte di attrezzi agricoli d'epoca.

Sempre a pochi chilometri dalla città, è il Cimitero di mwigSăpânța, detto il mwiwCimitero allegro: tutte le lapidi che vi ricordano le persone sepolte riportano una mwjavignetta o una battuta mwjqumoristica basata sulla vita o le peculiarità del defunto.

Amministrazione

Gemellaggi

• mwkwOława
• mwlgKolomyja
• mwmqNapoli

Galleria d'immagini

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sighetu Marmației

Collegamenti esterni

• (RO) Sito ufficiale, su primaria-sighet.ro.
• citerefsapere-itSighetul Marmatiei, su sapere.it, De Agostini.